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 Marco Cagossi - Blog  2008  2007  2006  2005
Lega Argentina per i Diritti Umani
di Marco Cagossi
 
Reggio Emilia, venerdì 29 dicembre 2006

Liga Argentina por los derechos del hombreUna segnalazione particolare merita sul finire di questo anno il sito della
Lega Argentina per i Diritti Umani ( www.liga.org.ar informes@liga.org.ar)

Tra gli obiettivi della sua attività sono la Solidarietà, come ragion d’essere e appoggio diretto agli oppressi, la Lotta per la pace vista come difesa del diritto fondamentale dei popoli a “vivere in pace”, la difesa dei Diritti economici, sociali e culturali, con particolare attenzione alla difesa di chi è stato privato del diritto ad una abitazione dignitosa, del diritto all’istruzione, alla salute.

L’organizzazione, che fa parte della Federazione internazionale dei Diritti dell’uomo con sede a Parigi, ha legami molto stretti con diverse organizzazioni di solidarietà che operano in diversi paesi latinoamericani.
Altri riferimenti sul tema dei Diritti umani in Argentina

www.nuncamas.org
www.exdesaparecidos.org.ar
www.30anios.org.ar
www.culturaenmovimientoargentinablogspot.com
www.brigadajorgecalvo.blogspot.com
 
 
Vola "volante", vola
di Marco Cagossi
 
Reggio Emilia, 26 settembre 2006

Scasso alla sede di eSquareQuesta mattina alle cinque, nella zona artigianale di “Buco del Signore” a Reggio Emilia, ignoti hanno sfondato la sede di CABER Informatica srl che ospita eSquare il portale internet indipendente della nostra città (www.esquare.it) .
Il sistema di allarme, perfetto, ha urlato le sue richieste di aiuto raggiungendo in sequenza prima il Pronto Intervento, poi l’istituto di Vigilanza con il quale abbiamo stipulato un contratto di sorveglianza e da ultimo il mio telefono di casa mentre, ovviamente, dormivo profondamente.
Mi sono vestito frettolosamente e in macchina ho percorso i pochi chilometri che separano la mia abitazione dalla sede dell’azienda.
Arrivato sul posto ho assistito alla stessa scena già altre volte vissuta.
L’auto della vigilanza era giunta prontamente, forse mettendo in fuga i malfattori.
La Volante del Pronto Intervento, ahimè,ancora non c’era.
È arrivata alcuni minuti dopo, per prendere atto di un fatto compiuto, per espletare , credo con professionalità e competenza, gli “atti dovuti”.

Non è la prima volta che la nostra sede viene presa d’assalto da delinquenti e malfattori che, senza andare troppo per il sottile, utilizzano automezzi per abbattere le ampie vetrate “antisfondamento” che nulla possono contro tanta violenza.
I danni sono ingenti. Non solo materiali.
La sensazione è quella di chi sente violato il proprio ambiente privato, il proprio spazio vitale.
Un agente di polizia mi ha confidato il suo sconforto: “siamo solo due volanti per un’area vastissima che non riusciamo a servire.. abbiamo pochi mezzi.. poche risorse.. ci sentiamo impotenti..”

Posso comprendere lo sconforto e il senso di impotenza delle forze dell’ordine.
Non posso tuttavia adeguarmi ad una logica giustificazionista che non fornisce risposte ai cittadini, non posso adeguarmi al senso comune del “non c’è nulla da fare”.

Credo invece che ci sia molto da fare e, per cominciare, vorrei sapere dalle autorità :
• Quante sono le “volanti” adibite al pronto intervento nell’area comunale ?
• Le misure per la sicurezza dei cittadini attualmente in essere sono adeguate ?
• Quali iniziative verranno adottate per migliorare il grado di sicurezza ?


L’impressione è che la situazione sulla sicurezza a Reggio Emilia stia ulteriormente peggiorando.
Lo chiedo pubblicamente al Prefetto, al Questore, al Sindaco e alle altre autorità competenti della nostra città, se hanno voglia e tempo di rispondere.
Darò pubblicamente conto delle risposte pervenute direttamente su questo stesso portale.
Segue...
 
Gallery on-line
il nuovo servizio, completamente gratuito, offerto dal nostro Portale
di Marco Cagossi
 
Reggio Emilia, 5 luglio 2006

Museo di Antropologia di Città del MessicoGallery on-line: ecco il nuovo servizio, completamente gratuito offerto dal nostro Portale.
Per comprendere appieno la portata di questa iniziativa dobbiamo immaginare diversi scenari.
Quante volte avremmo voluto visitare una mostra, un museo o partecipare ad un evento e non siamo riusciti a farlo ?
Esposizioni ed eventi straordinari spesso sono irraggiungibili, per la distanza, o non più fruibili essendo concluso il periodo dell’esposizione.
Immaginate quindi di poter accedere direttamente ad una esposizione nello spazio WEB:
le diverse stanze espositive sono spazi virtuali dove trovano posto le opere esposte, ciascuna con la propria didascalia, il commento dell’autore, la nota del critico o qualsiasi altro testo si voglia includere.

Non solo. Un artista organizza una propria mostra personale con tanto sforzo e tanto lavoro.
Finito il periodo espositivo la mostra si chiude e tutto il lavoro che è stato fatto non è più direttamente fruibile.
Resta il catalogo, se lo abbiamo fatto stampare.
Con questa iniziativa ogni mostra, ogni esposizione, ogni museo, ogni singolo artista, fotografo o ricercatore può avere il suo spazio di esposizione permanente e non effimero.
Il nostro progetto aderisce alla filosofia di internet, dove la maggior parte dei contenuti “dovrebbero” essere forniti e fruiti gratuitamente e ringraziamo gli sponsor di eSquare che, con il loro contributo economico, rendono possibile questa iniziativa.

Gallery on-line è una idea semplice quanto efficace.
Fornisce gratuitamente e senza alcun tipo di impegno uno spazio espositivo che consente di esporre subito, a chiunque desidera farlo, le sue opere o il frutto delle sue ricerche.
Gallery on-line infatti non si limita ad accogliere solo opere d’arte in senso stretto, ma accoglie volentieri anche esposizioni a carattere scientifico, storico, etnografico e quanto altro si presti ad essere esposto in una Sala di Esposizione virtuale.

Non inganni la parola virtuale.
Mai, come in questo caso il virtuale è reale, nel senso di completamente fruibile, superando le barriere del tempo e dello spazio.
Sui server eSquare abbiamo a disposizione enormi spazi di memoria che rendono possibile questa impresa straordinaria.
Gli spazi espositivi saranno direttamente a disposizione degli enti o dei privati cittadini che ne faranno richiesta, senza vincoli o limitazioni di alcun tipo.
Unica limitazione reale è non pubblicare materiale contrario alle norme di utilizzo del portale chiaramente espresse nel documento norme generali di utilizzo, che possono essere riassunte nel rispetto e nella consapevolezza che ciò che pubblichiamo e visibile da tutti, in tutto il mondo.
Come già più volte sottolineato eSquare, pur non operando alcun tipo di censura, non consente la pubblicazione di materiale per soli adulti.

Molti si chiederanno se effettivamente tutti potranno pubblicare le loro opere, se sia richiesta una particolare preparazione informatica o particolari conoscenze tecniche.
Il nostro team tecnico sta lavorando per consentire a chiunque, anche completamente digiuno di conoscenze tecniche, di poter pubblicare le proprie opere.
L’unico requisito richiesto è la possibilità di accedere ad internet con una connessione veloce.
Chiunque sia in grado di “navigare” internet sarà quindi in grado di pubblicare in Gallery on-line
Saranno disponili semplici modelli di pubblicazione, completamente personalizzabili in modo da fornire una base su cui costruire la propria mostra.
Dai primi test eseguiti pensiamo che l’iniziativa avrà un grande successo e ci auguriamo che possa aderire il maggior numero di persone.
Poiché gli spazi espositivi saranno messi a disposizione nell’ordine in cui arriva la richiesta, in accordo con i tempi tecnici necessari per l’allestimento, chiunque vuole riservarsi uno spazio espositivo lo può fare fin d’ora compilando l’apposito form on-line all’indirizzo www.esquare.it/galleryonline
Dopo aver inviato la registrazione riceverete immediatamente un primo messaggio di conferma sulla casella di posta da voi indicata.

Successivamente riceverete un messaggio di benvenuto, con informazioni aggiuntive e alcune indicazioni pratiche, assieme alla conferma che il vostro spazio espositivo è stato allestito ed è pronto per essere utilizzato.
Riceverete anche le credenziali per accedere in modalità protetta al Portale, per poter configurare il vostro spazio e inserire le vostre opere.
Man mano che inserirete le vostre opere potrete visualizzare una anteprima, come se il vostro spazio fosse già aperto al pubblico.
Ma sarete solo voi a decidere quando inaugurare.
Le prime aperture al pubblico non potranno comunque avvenire prima del settembre 2006, mese ufficiale di inizio e visibilità pubblica delle prime esposizioni.

Chi vuole può registrarsi anche subito all’indirizzo www.esquare.it/galleryonline

Per qualsiasi domanda, delucidazioni e suggerimenti scrivete a galleryonline@esquare.it.
 
 
Avanti tutta !!!
di Marco Cagossi
 
30 giugno 2006
(Ricevo da Beppe Grillo questa e-mail che volentieri pubblico)

Gli amici dei Comitati anti-inceneritore e per una corretta gestione dei rifiuti, insieme ai ragazzi dei Meet Up di Reggio mi hanno informato degli ottimi dati di raccolta differenziata (già al 70%) con il nuovo sistema porta a porta in uso nel Settimo Quartiere della vostra città.
Il tutto nonostante un nome inquietante come "porta a porta" che richiama ad una altrettanto inquietante trasmissione ed il fatto che ci sia il partito trasversale dell'inceneritore che rema contro.
Un partito che sulle schede elettorali, se non si fa attenzione, non si vede ed è composto da dipendenti (politici) e loro amici nel mondo di ex municipalizzate e dell' industria.
Quella che i cittadini della VII Circoscrizione, che sono i datori di lavoro dei dipendenti hanno dato è una grande lezione di civiltà e democrazia. Continuate così, non mollate, non tornate indietro, siate da traino perchè tutta Reggio Emilia vi segua nell'estendere in tutto il Comune ed negli altri Municipi della Provincia le migliori pratiche di raccolta differenziata domiciliare, la riduzione alla fonte dei rifiuti e la promozione dei sistemi alternativi agli inceneritori.
Sugli inceneritori consiglio a tutti un articolo pubblicato sul numero di maggio di FIMMG, la Federazione Italiana di Medicina Generale (i medici di famiglia) che spiega la loro pericolosità per la salute umana a causa di nanoparticelle e diossine. Lo trovate anche sul mio blog www.beppegrillo.it.
Ho già spiegato l'8 giugno a Roma al nostro dipendente e vostro concittadino Romano "Valium" Prodi i danni causati dagli inceneritori e l'inganno energetico che c'è dietro questo sistema. Sul blog trovate anche il video mai andato in onda sulle televisioni.
Speriamo che Valium abbia capito seguendo sul tema i suoi colleghi e nostri dipendenti Alfonso Pecoraro Scanio ed Antonio Di Pietro.
Avanti tutta cittadini, indietro non si torna.

Un abbraccio
Beppe Grillo
 
 
Il Lato Oscuro del Cioccolato
di Marco Cagossi
 
Reggio Emilia, il 14 aprile 2006
Cioccolato amaroL’imminenza delle festività pasquali porta in primo piano l’immenso consumo di cioccolato, emblema stesso della Pasqua. Comunque si vivano queste festività, sia che si faccia riferimento alla tradizione religiosa giudaico-cristiana, sia che si guardi alla Pasqua con l’antica attenzione delle festività pagane che annunciavano la rinascita della natura e il ritorno della primavera, non possiamo pensare alla Pasqua senza abbinarla alle uova scure e profumate che annunciano ricche sorprese e delizie per il palato.
Uova di cioccolato, di ogni dimensione e prezzo, uova industriali o realizzate artigianalmente dalla straordinaria abilità di artisti pasticceri.
Le virtù del cioccolato, ricco di sostanze neurostimolanti che inducono l’organismo a rilasciare rassicuranti endorfine, sono state esaltate nella saggistica scientifica, nella letteratura e nella cinematografia.
Ho conosciuto pochissime persone cui non piacesse la cioccolata e la maggior parte di noi non può sfuggire al suo fascino profondo e antico.

Ma da dove viene l’immenso fiume di cioccolato che arriva in mille ovetti nelle nostre case ?

La ricerca delle “sorgenti” del fiume di cioccolata riserva sorprese e rivelazioni non meno straordinarie e inattese di quelle che attendevano nell’800 John Hanning Speke alla ricerca delle sue sorgenti del Nilo.

La cioccolata ha un “lato oscuro” del tutto inatteso che dobbiamo assolutamente conoscere a costo di rovinarci la sensazione alle papille gustative ogni volta che gusteremo il cibo degli dei.


Più della metà del cacao prodotto nel mondo proviene dalla Costa d’Avorio.
In questo remoto stato africano centinaia di migliaia di bambini tra i nove e i dodici anni sono impiegati nelle “cocoa farms” per la coltivazione e la raccolta del cioccolato.
Cacao amaroCentinaia di miglia di bambini tra i nove e i dodici anni, schiavi di una economia senza speranza.
Una economia depredata delle proprie ricchezze dall’avidità dei grandi monopoli internazionali che operano nel campo del “food”, incuranti degli accordi e dei protocolli internazionali, sprezzanti di ogni dignità umana.

Nel 2005 l'International Labor Rights Fund ha depositato presso la Corte federale di Los Angeles una denuncia contro tre multinazionali che importano cacao dalle coltivazioni della Costa d'Avorio, maggior produttore mondiale, accusandole di traffico di bambini, torture e lavoro forzato.
Le tre società sono Nestlé, Archer Daniels Midland (ADM) e Cargill.

Nel 2001 le maggiori multinazionali del cioccolato(Nestlé, Mars, Hershey’s) a fronte della pessima pubblicità derivata dalle notizie trapelate sulle “cocoa farms” principalmente in Costa d’Avorio, avevano deciso di aderire volontariamente ad un generico “protocollo” per l’eliminazione del lavoro minorile nell’Africa occidentale piuttosto che aderire alla proposta di etichettare i loro prodotti con il marchio “Slave free”.
Infatti nessuna delle grandi multinazionali del cioccolato avrebbe oggi diritto ad etichettare i propri prodotti “liberi dalla schiavitù” provenendo la materia prima dai mercati di produzione che utilizza mano d’opera infantile e spesso non pagata per mantenere ai livelli minimi il prezzo del cacao sui mercati internazionali.

Incredibilmente le pubblicazioni e la letteratura prodotta sul fenomeno tende ad individuare il problema del lavoro minorile in Costa d’Avorio solo come un problema “legale”, attribuendo alle famiglie la responsabilità per l’utilizzo dei bambini in lavori pesanti e pericolosi.
Il cuore del problema è invece il prezzo iniquo pagato dalle grandi compagnie internazionali che obbliga di fatto l’economia a rimanere nell’ambito di un sistema schiavistico per mantenere i prezzi di mercato.

Si calcola che approssimativamente 286.000 bambini siano utilizzati in Costa d’Avorio nella coltivazione e raccolta del cacao.
Bambini che lavorano tra le 80 e le 100 ore settimanali, esposti ad ogni tipo di incidenti di lavoro, spesso feriti da colpi di machete; bambini intossicati da un uso inadeguato di pesticidi; bambini regolarmente bastonati e affamati, bambini senza speranza.
I grandi produttori di cioccolata, importando le materie prime dalla Costa d’Avorio, sono perfettamente al corrente della situazione e ne sono di fatto anche la causa principale, per l’iniquo prezzo pagato ai produttori locali che non consente alcuna possibilità di sviluppo.

Alcune aziende che commercializzano prodotti nel circuito “equo-solidale” si sono impegnate a pagare un prezzo equo per le materie prime, si sono impegnate ad utilizzare prodotti “biologici”.
È stato per altro dimostrato che la coltivazione biologica è incompatibile con il modello di produzione schiavistico.
La coltivazione biologica privilegia il rispetto dell’ambiente, della salute dell’uomo e della qualità di vita degli stessi lavoratori dai quali esige coscienza e cultura per poter essere realizzata.
Nestlé, tra i più grandi produttori al mondo, continua invece a fare “business” imponendo alle materie prime prezzi da fame.

Il più recente comunicato stampa di Nestlé riporta un fatturato pari a 91.1 miliardi di Franchi svizzeri (pari a circa 58 miliardi di euro) con un incremento del 7.5% e con un margine di profitto pubblicamente dichiarato pari al 12.9% delle vendite - oltre 7 miliardi di euro di profitto lordo (EBITA) -.
Tutto questo nonostante i “crescenti costi” !
I dati qui riportati possono essere facilmente comprovati nei comunicati stampa ufficiali visibili direttamente in rete:
Nestlé Group in 2005: Record Sales and Profits – Higher Dividend Proposed
L’enormità dei profitti sottolinea l’enorme responsabilità morale e materiale di questa politica di rapina che affama e sfrutta interi popoli.
Sentiamo il peso e il senso di impotenza enorme che non ci lascia e al quale vogliamo reagire.
Reagire almeno con la coscienza di chi non accetta un mondo che in nome delle festività dimentica quei 286.000 bambini tenuti schiavi a raccogliere un cioccolato di cui non conoscono il sapore, la forma, il profumo.
Il prodotto finito non lo vedranno mai.
Possiamo almeno rifiutarci di acquistare quei prodotti che sappiamo derivare dallo sfruttamento (assurdo per la nostra epoca storica) del lavoro di bambini maltrattati e senza diritti.

Possiamo privilegiare il mercato equo e solidale: sarà un primo modo concreto per dire che tutto questo non avviene in nome nostro, che non siamo d’accordo, che vogliamo un mondo migliore e siamo pronti a lottare per averlo.
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Uova di cioccolato, il lato oscuro
 Marco Cagossi 14 aprile 2006
Cioccolato amaroL’imminenza delle festività pasquali porta in primo piano l’immenso consumo di cioccolato, emblema stesso della Pasqua.
Comunque si vivano queste festività, sia che si faccia riferimento alla tradizione religiosa giudaico-cristiana, sia che si guardi alla Pasqua con l’antica attenzione delle festività pagane che annunciavano la rinascita della natura e il ritorno della primavera, non possiamo pensare alla Pasqua senza abbinarla alle uova scure e profumate che annunciano ricche sorprese e delizie per il palato.
Uova di cioccolato, di ogni dimensione e prezzo, uova industriali o realizzate artigianalmente dalla straordinaria abilità di artisti pasticceri.
Le virtù del cioccolato, ricco di sostanze neurostimolanti che inducono l’organismo a rilasciare rassicuranti endorfine, sono state esaltate nella saggistica scientifica, nella letteratura e nella cinematografia.
Ho conosciuto pochissime persone cui non piacesse la cioccolata e la maggior parte di noi non può sfuggire al suo fascino profondo e antico.
Ma da dove viene l’immenso fiume di cioccolato che arriva in mille ovetti nelle nostre case ?
La ricerca delle “sorgenti” del fiume di cioccolata riserva sorprese e rivelazioni non meno straordinarie e inattese di quelle che attendevano nell’800 John Hanning Speke alla ricerca delle sue sorgenti del Nilo.
La cioccolata ha un “lato oscuro” del tutto inatteso che dobbiamo assolutamente conoscere a costo di rovinarci la sensazione alle papille gustative ogni volta che gusteremo il cibo degli dei.
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Il Buon voto
di Marco Cagossi
  7 aprile 2006
Un caro amico mi ha inviato un messaggio e-mail e alla fine per congedarsi mi ha scritto “Buon voto !”
La cosa mi ha fatto riflettere, non tanto per l’augurio apparentemente neutro, ma per la sobria eleganza espressiva, per il lessico delicato e, di questi tempi, così inconsueto.

Lo scontro politico ha, in questi ultimi giorni, alzato i toni, ormai al di là di ogni immaginazione.
In particolare il signor Berlusconi si è distinto per la grossolanità del linguaggio oltre che per l’arroganza e l’indecenza della proposta politica.
Desidero scrivere a chiare lettere tutto questo, senza lasciare dubbi sul significato delle affermazioni e senza tuttavia rinunciare al proposito di indipendenza di questo portale a cui rimaniamo fedeli.

Venditori di illusioni
Negli anni ’60, nel quartiere che ancora oggi è definito del “popolo giusto”, nel cuore più antico di Reggio Emilia, arrivavano di tanto in tanto ogni sorta di venditori ambulanti.
Noi bambini vedevamo l’arrivo di quei venditori con la stesso interesse che accompagnava l’arrivo degli zingari nella mitica Macondo di Gabriel Garcia Marquez.
Allestivano il loro banchetto improvvisato e iniziavano subito ad incantare.
Articoli incredibili e di gran moda a prezzi stracciati.
Come tutti i Reggiani sanno, almeno quelli di una certa età, il “popolo giusto” era fatto di povera gente che a fatica sbarcava il lunario o che non ci riusciva affatto.
Eppure questi venditori arrivavano e incantavano con i loro incredibili cristalli di finissima fattura, i loro servizi di coltelli e posate argentate.
Ma soprattutto incantavano con le loro proposte ad effetto.
“Non ve lo do per mille.. non per cinquecento. Non ve lo do per duecento e neanche per cento.
Oggi tutto questo voglio offrirvelo GRATUITAMENTE”
“Avete sentito bene ? Sì, gratuitamente assieme a quest’altra offerta straordinaria..”
Quando ho sentito il signor Berlusconi dire “ Avete sentito bene ? Si, aboliremo l’ICI” non ho potuto non collegare l’immagine di Berlusconi con quella dei venditori di illusioni che negli anni sessanta imbrogliavano grossolanamente la povera gente con improbabili cristalli e brillanti argenterie che nel volgere di pochi giorni mostravano la loro anima di latta.
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Chiediamo troppo ?
Marco Cagossi
  6 febbraio 2006
Reggio Emilia, lunedì 6 frebbraio 2006

Berlusconi invade i mediaLa lite mediatica di queste settimane, iniziata con l’occupazione degli spazi radio-televisivi da parte del presidente del consiglio non fa onore né a lui né al nostro paese.
Abbiamo oggi tutti assoluto bisogno di informazione cristallina ed idee chiare.
Quello che il grande pubblico (per i politici l’elettorato) riceve è invece una informazione superficiale, carente, inadeguata alla realtà di un paese che desidera essere evoluto, partecipe ed informato.
I telegiornali ormai non è più possibile ascoltarli, guardarli con interesse.
Sempre più ogni giorno si occupano di “cronaca nera” ed eventi sportivi, relegando la Politica a pura cronaca degli insulti e delle liti tra i diversi schieramenti.
Le notizie internazionali sono quasi del tutto inesistenti, quasi l’Italia o al massimo l’’Europa e gli Stati Uniti costituissero l’unica realtà esistente al mondo.
Il nostro presidente del consiglio si distingue particolarmente in questa gara a chi disinforma maggiormente, proponendosi continuamente nei programmi più diversi, irridendo ai richiami alla moderazione e al civile confronto che il presidente Ciampi ha sentito il dovere di diffondere.
Non ci sentiamo affatto di legittimare quel qualunquismo così diffuso che vede i politici come “tutti uguali”, tutti ugualmente corrotti e disposti ad ogni compromesso pur di ottenere voti, soldi e potere.
Pensiamo invece che questa sia una forma di disimpegno politico, espressione di una insofferenza verso una “informazione” fatta di cronaca nera e pettegolezzi, di zuffe e di incontri nei salotti più o meno alla moda, di palesi menzogne declamate come verità sacrosante e di dati contraffatti.
È mai possibile che ogni dato statistico, ogni numero sia ogni volta interpretato e stravolto per portarlo a sostegno della propria tesi politica ?
Non sarà per caso che a questa confusione mediatica corrisponda un malcostume e una confusione mentale priva di idee concrete per affrontare e risolvere i reali problemi del Paese ?
Nel delicato quadro internazionale che vede contrapporsi aspirazioni egemoniche ed integralismi, il nostro paese può giocare un ruolo importante e più che mai c’è necessità di informazione documentata, di chiarezza di intenti e di idee.
Questa chiarezza può nascere dal confronto più che dallo scontro, dalla proposta più che dalla diffamazione, dall’elaborazione teorica più che dal chiacchiericcio inutile dei salotti televisivi.
Siamo ormai nel periodo elettorale e noi cittadini ci aspettiamo che i politici parlino finalmente a chiare lettere dei loro programmi, che entrino nel merito delle questioni concrete che riguardano casa nostra così come delle posizioni che il nostro paese deve assumere sul piano internazionale.
Non possiamo continuare a far politica con battute e accordi di corridoio.
Il Paese ha bisogno sì di uomini onesti, ma l’onestà è solo la condizione minima indispensabile per poter iniziare il confronto.
Il Paese ha bisogno di capire, di riappropriarsi della voglia di partecipare, di far politica in modo pulito e democratico; abbiamo bisogno di tolleranza e rispetto, di lucidità e confronto. Chiediamo troppo ?
La Democrazia è scambiata con una forma di governo che legittima qualsiasi attività purché sia realizzata da una maggioranza eletta “democraticamente” o comunque condivisa dalla maggioranza.
In questo senso è ovviamente possibile legittimamente promulgare non solo leggi ad personam ma ogni decreto o norma che possa costituire un “utile” per la maggioranza degli elettori, o anche solo per chi li rappresenta.

È ora di fare chiarezza sul concetto di Democrazia.
Essa è certo il “governo del popolo” ovvero della maggioranza delle persone.
Ma questo governo deve operare non tanto e non solo a favore della maggioranza, quanto piuttosto nell’assoluto rispetto della minoranza, a favore dell’intera comunità.
La Democrazia non può contemplare nulla che possa recare danno a una minoranza o anche a un solo individuo.
La Democrazia ispirata al rispetto delle minoranze, dell’uomo e dei suoi diritti inviolabili è un obiettivo concreto che il nostro paese può e deve perseguire.
Partiamo da questo presupposto e scopriremo che non c’è più spazio per chi vuole mistificare la realtà, per chi insulta l’antagonista politico per non confrontarsi sulle idee, per chi usa la comunicazione propagandistica per evitare il contraddittorio.
Usiamo la tolleranza per contrastare l’arroganza del potere, usiamo il dibattito e il confronto per contrastare l’ottusità e l’inadeguatezza della classe politica, usiamo la partecipazione per contribuire ad una democrazia più vera e compiuta.
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Quando lo sdegno non basta
Marco Cagossi
  15 gennaio 2006
Reggio Emilia, lunedì 16 gennaio 2006

Ancora una volta non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro profondo malessere di fronte alla nuova esecuzione annunciata per martedì 17 gennaio in California.
Questa volta si tratta di Clarence Ray Allen, un anziano pellerossa che compirà 76 anni il giorno prima della data fissata per la fine della sua vita.
Non possiamo scrivere queste parole senza che un brivido soffochi il nostro essere, senza che un senso di partecipata commozione ci porti ad esprimere tutta la nostra indignazione.
Ancora una volta protagonista è lo stato della California e ancora una volta il suo governatore che ben veste i brutali panni del boia.
Migliaia, come sempre, si sono rivolti e si stanno rivolgendo a lui per implorare una improbabile clemenza.
Non ha graziato Tookie Williams, candidato al Nobel, non grazierà Clarence Ray Allen.
Mentre la brutale esecuzione si avvicina, vogliamo almeno dire, gridare il nostro sdegno; vogliamo parlare dell’uomo Clarence Ray Allen che è stato marcato con il numero B-91240.
Clarence Ray Allen, che in lingua cherokee si chiama “Orso che corre” è un anziano, malato, costretto su una sedia a rotelle, certo non più in grado di nuocere ad alcuno.
Non è il caso giudiziario che ci interessa.
Ci interessa invece l’uomo che ha passato 27 anni nel braccio della morte, l’uomo che nel buio della sua cecità verrà sollevato di peso per essere trasportato nella “camera della morte” perché la sua sedia a rotella non è in grado di valicare quella porta.
L’uomo per il quale Amnesty International reclama i diritti umani negati, per il quale tanti hanno inutilmente scritto “Dear Governor, I beg you to spare Clarence Ray Allen’s life”.
Orso-che-corre ha avuto una vita dura, difficile.
Ha passato la sua infanzia nelle montagne Kiamichi in Oklahoma, assorbendo dalla gente della sua tribù l’antica cultura di un popolo perseguitato e ormai estinto.
Ha passato la giovinezza raccogliendo cotone per poi entrare nel mondo dei bianchi e finire rapidamente nelle maglie della giustizia americana.
Il processo in cui venne condannato alla pena capitale si è svolto nella Contea di Fresno, già sede del quartier generale del Ku-Klux-Klan californiano.
Dobbiamo aggiungere altro ?

In una lettera ha scritto “Nel braccio della morte non si vede mai un uomo ricco, e non sono l’unico qui ad essere innocente. Negli States la Giustizia è direttamente proporzionata al tuo conto in banca e al colore della tua pelle”.
Anche il Consiglio d’Europa è intervenuto attraverso il suo Segretario Generale Terry Davis dichiarando a Strasburogo il 4 gennaio scorso “La pena di morte è una parodia della giustizia brutale e vendicativa”
E ancora: “.. le esecuzioni capitali negli Stati Uniti riprenderanno il 17 gennaio 2006, data in cui è prevista l’esecuzione di Clarence Ray Allen in California. Il condannato ha 75 anni ed è stato riconosciuto colpevole di un crimine atroce, ma nel condannare a morte quest’uomo di età avanzata e a distanza di anni dal crimine, le autorità compiono un gesto che ha carattere di crudeltà e vendetta.
La pena di morte è aberrante e inumana in qualsiasi circostanza ma lo è ancor di più se si tratta di bambini, anziani o persone affette da disturbi psichici.
In tutti gli stati del Consiglio d’Europa, la pena di morte è stata abolita perché ritenuta cosa inutile ed errata. La pena di morte non significa giustizia, essa è un patetico tentativo di soddisfare un desiderio primordiale di spettacolo e vendetta.
Chiedo, pertanto, al Governatore della California di risparmiare la vita di Clarence Ray Allen e alle autorità statunitensi di unirsi a tutti gli altri paesi civilizzati e democratici nel mondo per abolire definitivamente la pena di morte. Non si tratta soltanto della vita di una persona anziana, bensì del rispetto della dignità umana nella società americana nel suo insieme”
Vogliamo qui opporci a tanta barbarie, vogliamo qui far vivere il suo pensiero e le sue parole di vecchio indiano, nei versi che lui ha scritto.

SONO QUI
Non stare a piangere sulla mia cenere.
Non sono là. Non sono morto.
Io sono mille venti che soffiano.
Io sono lo splendore della neve.
Io sono le lacrime che luccicano nei tuoi occhi.
Non piangere per me. Non sono morto.
Io sono il sole sui tuoi capelli: guardami.
Io sono dappertutto.
Per favore non stare a piangere per me.
Non sono là. E non dormo ..

Ray “Running Bear” Allen
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