 |
|
|
|
|
 Abitare
 Alimentazione
 Animali
 Blog
 Controinformazione
 Cultura
 Informazione
 Internazionale
 Interventi & Contributi
 Lavoro e Aziende
 Moda e Bellezza
 Musica
 Natura
 Salute
 Scienza e Tecnologia
 Servizi
 Solidarietà
 Sport
 Viaggi e Turismo
 Vivi la tua città
|
|
|
|
|
|
|
|
Previsioni Meteo
|
|
prossime 24 ore
|
|
|
previsioni a cura di
Meteo Corriere.it
|
|  |
|
|
|
|
| Identità europea di Marco Cagossi | | | 20 novembre 2005 | | Reggio Emilia, lunedì 20 novembre 2005
 Finalmente sono in arrivo i domini eu. Dopo mesi di attesa e di notizie non sempre sicure, sono disponibili le informazioni ufficiali relative alla registrazione dei domini con estensione eu. L’Europa assume, anche nel mondo internet, la sua identità con un dominio di primo livello che le consentirà di disporre di un proprio spazio di nomi. Il suffisso .eu rafforzerà la visibilità dell'Unione europea su Internet, aumenterà la disponibilità di nomi di dominio per gli utilizzatori e favorirà lo sviluppo del commercio elettronico nell'ambito del mercato interno. Il dominio ".eu" non sostituirà quelli già esistenti nell'UE, ma li integrerà e offrirà agli utilizzatori la possibilità di disporre di una identità Internet paneuropea. È la prima volta che ad un “continente” viene data questa possibilità, volendo quasi affermare un valore politico di “nazione” ai paesi membri. È un passo in avanti, importante per il suo significato simbolico. Certo, avremmo preferito una regolamentazione meno rigida, che comprendesse, almeno nel mondo di internet, la possibilità per tutti i paesi che geograficamente fanno parte del continente europeo di poter registrare domini con il suffisso .eu. Sarebbe stato un modo per affermare un concetto più ampio di appartenenza , una visione di fatto più internazionalista. La “internet community” ha una visione cosmopolita, più ampia di quella delle autorità europee costrette dalle pastoie burocratiche e dalle lobby economiche. Lo dimostra l’esclusione dalle possibilità di registrazione per le aziende residenti (a solo titolo di esempio) nella Repubblica di San Marino come quelle residente nella Confederazione elvetica. Al di là di questi limiti, che comunque penalizzano il significato e l’importanza dell’evento, si tratta tuttavia di un avvenimento di grande portata, una occasione unica per le tante Aziende e le Organizzazioni che in passato non hanno potuto registrare il proprio nome perché già occupato nei domini disponibili. L’ EURid (Authority cui spetta il compito di disciplinare tempi e modalità di registrazione) ha chiaramente definito le modalità di accesso alla registrazione, definendo le fasi iniziali riservate a chi può vantare diritti pregressi sui nomi.
 In particolare la fase di “sunrise” riserva i primi quattro mesi, a partire da mercoledì 7 dicembre 2005 a chi ha un diritto documentato, affinché possa esercitarlo prima della corsa alle registrazioni che si aprirà nell’aprile 2006.
Potranno richiedere la registrazione le persone fisiche residenti nel territorio della comunità europea, così come tutte le imprese che abbiano la propria sede legale, amministrazione centrale o sede di affari principale nel territorio della Comunità europea e tutte le Organizzazioni stabilite nel territorio della Comunità europea Terminati i quattro mesi, inizieranno le registrazioni secondo il tradizionale metodo first-come-first-served, ovvero il primo che arriva a registrare un nome ne detiene successivamente il diritto. A sua volta il periodo di sunrise è diviso in due fasi.
Nella prima fase potranno proporre la registrazione gli Enti pubblici, per quanto attiene il loro nome, il nome completo e/o l'acronimo comunemente utilizzato dall'ente stesso, così come il nome completo del territorio amministrato dall’ente. Saranno ammessi alla prima fase anche i detentori/titolari di marchi nazionali e comunitari registrati.
Nella seconda fase saranno ammessi coloro che vantano altri diritti protetti dalla leggi nazionali dello stato membro, ad esempio, nomi e identificatori di aziende quali la ragione sociale, titoli distintivi di opere letterarie o artistiche protette, marchi e nomi commerciali anche se non registrati. È importante ricordare che non tutti gli stati membri riconoscono i diritti sopraelencati. I richiedenti dovranno fornire le basi legali che garantiscono il diritto secondo la normativa comunitaria o la legge nazionale dello stato membro dove il diritto è detenuto, con documentazione che ne attesti il diritto.
Il consiglio che si può dare a tutti colori che sono interessati che hanno una attività commerciale o che dirigono una organizzazione è quella di procedere subito ad avviare le pratiche per la registrazione del proprio nome con suffisso .eu Anche per chi vanta il diritto, vale il criterio “primo arrivato, primo servito” per cui ad esempio se due aziende hanno la stessa ragione sociale solo il primo si aggiudicherà il diritto di registrazione.
I costi di registrazione previsti dall’Authority, anche se nella fase di sunrise sono più elevati rispetto al periodo successivo, sono tuttavia sempre alla portata di qualsiasi realtà, per piccola che sia, e non costituiscono assolutamente un freno alla registrazione.
Vale la pena muoversi subito per avviare per primi il processo di registrazione. Altri documenti e informazioni | | Segue... | | | | | Vertice e contro vertice, ALCA e ALBA una sconfitta politica dell’Impero a Mar del Plata | | José Ernesto Schulman | Mar del Plata | | Il primo bilancio del terzo vertice dei Popoli è ampiamente positivo sia per la quantità che per la qualità delle voci che vi hanno preso parte: circa dodicimila partecipanti nei diversi Forum e laboratori che con il tema “un altro mondo è possibile” hanno arricchito i dibattiti di un sicuro contenuto anticapitalista e antimperialista.
Dopo le giornate vissute a Mar del Plata e l’eco che esse hanno avuto, risulta chiaro che si è trattato di una disfatta diplomatica degli Stati Uniti. Nel Vertice di Miami del 1994 gli USA annunciarono che nel gennaio 2005 sarebbe stato sottoscritto l’accordo ALCA e che si sarebbe concretizzato nel dicembre dello stesso anno. La resistenza delle popolazioni manifestata attraverso differenti azioni - tra queste la Consulta popolare tenuta a maggio – ha avuto ragione dell’Impero.
Le delegazioni di Cuba e della Repubblica Bolivariana del Venezuela hanno posto l’accento sulla prospettiva del Socialismo nel XXI secolo. Circa trecento delegati cubani (tra loro figure di grande importanza come il presidente dell’Assemblea Riccardo Alarcon, il titolare dell’Economia Osvaldo Martinez, il noto intellettuale Fernando Martínez Heredia) hanno conferito una impronta particolare all’incontro. Tra i delegati erano presenti anche i campioni olimpionici Teofilo Stevenson e Javier Sotomayor. Per parte sua la delegazione venezuelana ha portato non solo le proposte dell’ALCA ma anche quelle dell’ALBA ed è emerso chiaramente come l’esperienza cubano-venezuelana, al di là di ogni retorica, si presenti come un fatto concreto, un esempio possibile per la “Nostra America”.
Non meno importante l’evento di venerdì 4 novembre che, nonostante non fosse indetto dal Vertice, ne rappresenta tuttavia l’appendice e la degna conclusione. In esso il PCA assieme ad altre organizzazioni (Fede, Mpsl, MUI, MTL) ha colorato lo stadio di bandiere rosse e rosso-nere. La Delegata dell’Ecuador Blanca Chancoso ha dato lettura delle risoluzioni del Vertice in lingua quechua e solo successivamente in spagnolo. E non è certo passata inosservata la presenza di Evo Morales, Adolfo Pérez Esquivel e Diego Maradona che in modo categorico hanno proclamato il loro “respingiamo Bush”, assieme ad artisti come Amauri Pérez, Santiago Feliú, Daniel Viglietti y Silvio Rodríguez.
Ma il momento culminante è avvenuto quando Hugo Chavez, per tre ore, sotto una fine e insistente pioggia, ha delineato un possibile cammino verso ciò che ha definito “il socialismo del XXI secolo”. Chavez ha confermato di portare il messaggio del 3° Vertice dei Popoli al Summit dei Presidenti cui avrebbe partecipato poco dopo. | | Segue... | | | | | L'attualità della storia di Rosa Parks | | Marco Cagossi | | | Vogliamo dedicare, con commozione e partecipazione, qualche riga a Rosa Parks, un’anziana signora ultranovantenne dell’Alabama che ci ha lasciato. La sua storia merita attenzione e offre molti spunti di riflessione. La storia si svolge negli anni cinquanta, in un paese che rappresentava allora per molti europei l’immagine stereotipata della libertà, un miraggio e un esempio da imitare. Pensiamo che la storia di Rosa Parks sia una storia densa e vibrante, carica di umanità, ricca di emozioni e di spunti di riflessione e anche molto attuale. Questa è la sua storia. Dicembre 1955,l Montgomery, in Alabama. Rosa Parks, una signora nera di mezza età, salì su un autobus di linea, seguì l’indicazione "Gente di colore" e prese posto nella quinta fila a sinistra, dietro ai posti riservati ai passeggeri bianchi. L’autobus ben presto si riempì. Il conducente invitò allora a far posto ai "signori bianchi" e tre neri si alzarono. Rosa era stanca, aveva appena terminato una lunga giornata di lavoro, le facevano male i piedi e decise di rimanere seduta. Il conducente la invitò esplicitamente ad alzarsi, ma la donna rifiutò, senza alzare la voce, perché sapeva che altrimenti avrebbe offerto un pretesto per farla scendere. L’autista si allontanò e ritornò dopo poco accompagnato da due poliziotti, i quali afferrarono la donna e la trascinarono via. L’autobus ripartì e la donna venne condotta al posto di polizia, dove il funzionario di turno compilò il modulo di arresto con l’accusa di violazione delle norme municipali regolanti la disposizione razziale dei posti sugli autoveicoli pubblici. Rosa telefonò a E. D. Nixon, presidente dell’N.A.A.C.P., il quale la raggiunse al commissariato, pagò la cauzione e la riportò a casa. Quindi avvisò dell’accaduto Jo Ann Robinson, presidentessa del Consiglio politico delle donne di Montgomery, la quale propose a Nixon di lanciare un appello alla popolazione di colore per boicottare i mezzi pubblici in segno di protesta. Alle cinque del mattino Nixon telefonò ai due pastori della città per chiedere il loro appoggio. Uno dei due era Martin Luther King, il quale esitò e chiese di poter riflettere, ma quaranta minuti dopo, dietro le insistenze di Nixon, accettò di mettere a disposizione la sua chiesa come luogo di incontro della comunità nera per poter discutere la questione. Nelle prime ore del pomeriggio erano già stati distribuiti quarantamila volantini in cui si invitava a non utilizzare l’autobus lunedì 5 dicembre. L’appello al boicottaggio era già stato lanciato prima che avesse inizio la riunione, durante la quale King si tenne in disparte, suscitando il lamento di Robinson. Solo le chiese disponevano dell’organizzazione necessaria per mobilitare un alto numero di neri e alla fine i pastori promisero di dare risalto al boicottaggio nei sermoni della domenica e di ristampare all’interno delle singole comunità ecclesiastiche il volantino. Alla domenica nelle chiese affluì una massa di gente e i pastori raccolsero applausi scroscianti. Nel pomeriggio King lesse in articolo sul "Montgomery adviser", in cui si bollava il minacciato boicottaggio come un’azione di razzismo nero e ciò sollevò i suoi dubbi. Alla fine decise che il boicottaggio era un tentativo di spiegare ai bianchi che non era possibile collaborare oltre con un sistema malvagio. In genere in una giornata lavorativa utilizzavano i mezzi pubblici ventimila neri. Quel lunedì furono contati solo dodici viaggiatori neri. Intanto Rosa Parks fu processata e, riconosciuta colpevole, le venne inflitta una multa di dieci dollari. Il suo avvocato presentò ricorso. Qualche ora più tardi alcune persone si incontrarono nella chiesa di King ed egli, colto di sorpresa, fu eletto presidente della Montgomery Improvement Association. "Tutta la faccenda mi si presentò così inaspettatamente, che non ebbi tempo di rifletterci sopra", affermò King. "Io non avevo né iniziato né proposto quella protesta. Reagii semplicemente al richiamo del popolo che chiedeva un portavoce." L’assemblea preparò il testo delle richieste da proporre all’azienda dei trasporti, tra le quali si chiedeva "che i viaggiatori possano prendere posto secondo l’ordine di salita, i neri a cominciare dalle ultime file". Si trattava di richieste indubbiamente moderate, che non mettevano in discussione il principio della separazione razziale. Quella sera il neo presidente tenne un discorso appassionato di fronte ad una folle enorme. Ricordò molti casi di ingiustizie subite da neri sui mezzi pubblici. Poi disse: "Siamo qui per dire a coloro che ci hanno maltrattato per tanto tempo che noi siamo stanchi. Siamo stanchi di essere segregati e umiliati. Siamo stanchi di essere presi a calci in maniera brutale, di essere oppressi. Non abbiamo altra alternativa che la protesta. Per molti anni abbiamo mostrato una pazienza sorprendente. A volte abbiamo dato ai nostri fratelli bianchi l’impressione che il modo in cui venivamo trattati ci piacesse. Ma questa sera siamo venuti qui per dire che la nostra pazienza è finita, che saremo pazienti solo quando avremo libertà e giustizia." L’assemblea approvò all’unanimità la proposta di continuare il boicottaggio ad oltranza, fino a quando fossero state rispettate le richieste della popolazione nera, la quale continuò l’azione di protesta per trecentottantasei giorni, organizzando un sistema di trasporti alternativo. In questi mesi King acquistò una statura di rilievo pubblico. Quotidiani di tutto il mondo inviarono giornalisti nella città sul fiume Alabama e arrivarono le televisioni a riprenderlo. Il nuovo media, sufficientemente sviluppato negli Stati Uniti a quell’epoca, contribuì a rendere Martin Luther King una figura di rilevanza nazionale. Contemporaneamente King e la sua famiglia furono bombardati da minacce di morte e ricevettero un’infinità di telefonate piene di insulti e di volgarità. La sua casa subì un attentato dinamitardo in cui moglie e figlio si salvarono per miracolo. King ebbe dubbi, provò paura, ma trovò nella sua fede religiosa la forza di continuare. Intanto venne accusato di frode fiscale; quindi arrestato per eccesso di velocità. Era la prima di una lunga serie di detenzioni. Una folla adirata si adunò davanti alla prigione chiedendo la scarcerazione del pastore e la polizia, dietro pagamento della cauzione, lo rilasciò. King volò da una parte all’altra degli Stati Uniti per mobilitare l’opinione pubblica e per raccogliere fondi per la causa. Intanto le autorità municipali intentarono un processo per "trasporto di viaggiatori non autorizzato" contro il Movimento per i diritti civili, chiedendo al tribunale un provvedimento ingiuntivo temporaneo contro il sistema di automobili private che offrivano passaggi gratuiti ai neri. King cercò di trattare con l’azienda, che però si dimostrò irremovibile. Il momento era delicato, perché se la Corte locale avesse dato ragione alle autorità municipali, il boicottaggio sarebbe giunto alla fine, in quanto non si poteva chiedere alla popolazione nera di andare e tornare tutti i giorni dal lavoro a piedi. Proprio in quel momento però la Corte Suprema, alla quale avevano fatto ricorso gli avvocati della N.A.A.C.P., dichiarò incostituzionale la separazione razziale sui mezzi pubblici di trasporto di Montgomery e le norme locali di segregazione delle Stato dell’Alabama. La comunità di colore si preparò al trasporto integrato simulando sui banchi della chiesa alcune scene di situazioni conflittuali. La popolarità di King era alle stelle e all’inizio del 1957 la sua fotografia campeggiò sulla copertina di "Time". Il boicottaggio ebbe termine il 21 dicembre 1956 e nel giro di una settimana il trasporto integrato divenne una pratica comune a Montgomery. Fin dall’inizio i grandi media avevano appoggiato il Movimento per i diritti civili, assecondando un nuovo atteggiamento che andava delineandosi nella società. Anche il sound nero contribuì a diffondere una nuova cultura di tolleranza. Alla fine degli anni Cinquanta una nuova generazione di giovani era approdata al Movimento per i diritti civili. | | | | | | | Marcia Perugia-Assisi per la giustizia e la pace | | Marco Cagossi | 11 settembre 2005 | | L’undici settembre 2005 ci sarà la ormai attesa “Marcia della pace” che segna un enorme momento di convergenza verso un contenuto universale, pienamente condivisibile che ci sentiamo di sostenere. Per questo lì vorremmo darvi appuntamento, ritrovarci assieme a partecipare a questo evento nel quale ognuno si può riconoscere, nel quale ognuno può portare il proprio contributo. È un momento di partecipazione, ma anche testimonianza e pressione. Testimonianza per dire “il terrorismo è un male profondo che deve essere fermato” Pressione per affermare il diritto dei popoli e della gente a “vivere in pace”, vivere con dignità, in un mondo che vogliamo cambiare, che vogliamo migliore. Oggi per tutti 11 settembre significa ricordo dell’orrenda strage perpetrata negli attentati di New York nel 2001. È stato scritto “Non sarà facile dimenticare l’11 Settembre 2001”. Il mondo è cambiato e anche noi siamo cambiati. Sono svanite le certezze che avevamo maturato di un mondo dove si potesse guardare sempre avanti, dove i conflitti potevano essere solo regionali, o comunque lontani da noi. Ma noi vogliamo ricordare E vogliamo ricordare anche un altro 11 settembre, altrettanto drammatico, che costò la vita a migliaia di persone. L’11 settembre 1973 venne stroncata nel sangue da un colpo di stato militare la nascente democrazia cilena guidata da Salvador Allende. Ero allora poco più che ragazzo e non posso (e non voglio) ancora cancellare l’emozione profonda di quei giorni. Alle 8.45 della mattina di quell'11 settembre, Salvador Allende trasmetteva il suo ultimo messaggio alla radio e le sue parole suonano ancora oggi condanna e infamia per i golpisti e chi li ha sostenuti. "(...) Que lo sepan, que lo oigan, que se lo graben profundamente: dejaré La Moneda cuando cumpla el mandato que el pueblo me diera .. y defenderé el Gobierno porque es el mandato que el pueblo me ha entregado. No tengo otra alternativa. Sólo acribillándome a balazos podrán impedir la voluntad que es hacer cumplir el programa del pueblo (...)" “(…) Seppiatelo, udite bene e registratelo accuratamente: Lascerò Il palazzo della Moneda quando avrò compiuto il mandato che il popolo mi ha dato, (…) e difenderò il Governo perché è il mandato che il popolo mi ha consegnato. Non ho altre alternative. Solo con le pallottole potranno impedire la volontà di compiere il programma del popolo (..)” Ad oltre trenta anni di distanza, la storia ha sedimentato i fatti e la verità è uscita limpida, per chi la vuole vedere. Augusto Pinochet che guidò il colpo di stato e successivamente fu a capo dell’orribile dittatura, era apertamente sostenuto dalla CIA e dai grandi gruppi economici statunitensi che vedevano minacciata la loro supremazia economica in un paese che sceglieva una strada “non conforme” al modello economico nordamericano. Migliaia di cileni furono perseguitati e morirono a causa o in conseguenza diretta del colpo di stato. A Reggio Emilia dimostrammo allora la nostra vocazione per la solidarietà accogliendo centinaia di cileni sfuggiti al colpo di stato o che per fortuna o altra opportunità si trovavano all’estero e non poterono rientrare. Alcuni si sono fermati definitivamente nella nostra città. Allora ero impegnato nel Comitato di accoglienza e ricordo con affetto e commozione queste persone che arrivavano confuse, arrabbiate, con la voglia di ricominciare. Tra questi arrivò a Reggio Emilia il gruppo musicale Inti Illimani, e con loro scambiai le prime impressioni e i primi commenti a caldo. Avevo anche altri amici in Cile, che avevano condiviso con me un periodo di studi nel 1970. Di alcuni ho avuto successivamente notizia certa della loro morte ad opera dei golpisti. Degli altri non ho più saputo nulla. Ma che mondo è questo dove la sopraffazione è diventata regola, dove milioni di persone non hanno accesso all’acqua, alle medicine ? Che mondo è questo dove ogni tre secondi muore un bambino a causa della povertà e della denutrizione, mentre le risorse alimentari non sono mai state così ampie ? Crediamo che tutto questo accada perché il modello economico è sbagliato. Al posto dell’uomo è stato messo il profitto. Dobbiamo sostituire questo modello anche nella normale vita quotidiana. Al valore del profitto sostituiamo il valore legato all’uomo, alla sua dignità di essere pensante, al suo diritto di vivere in pace e con dignità. Noi siamo nella parte fortunata del mondo: abbiamo quindi l’obbligo di provare a cambiare le cose. Un bambino ogni 3 secondi muore di stenti: sono tanti morti, come una guerra mondiale ogni anno. Durante l’ultimo conflitto mondiale, a proposito dello sterminio degli Ebrei, alcuni hanno detto “io non sapevo”. Noi ora siamo esattamente nella posizione opposta: “Noi lo sappiamo” E per questo portiamo la responsabilità personale e storica di questa strage che continua. Anche per questo vale assolutamente la pena di partecipare l’undici di settembre prossimo alla marcia per la pace e la giustizia. (Invia i tuoi commenti all'autore) | | Segue... | | | | | Il progetto eSquare 1 settembre 2005
di Marco Cagossi | | | | | eSquare è il portale della città e della provincia di Reggio Emilia Questo è l’inizio dell’evento internet più importante per la città di Reggio Emilia, un evento che segnerà un modo nuovo di fruire le risorse che la “grande rete” mette a disposizione.
L’abbiamo definito virtuale ma ne abbiamo fatto un luogo reale, ancorché non identificabile in coordinate geografiche. Luogo di incontro, di confronto, di conoscenza, di informazione, di partecipazione. Non è un giornale, non è un sito. È il Portale della nostra città.
Ma perché un nuovo portale della città ? È semplicemente il nostro modo da “informatici” di contribuire alla vita sociale e al confronto delle idee. Noi forniamo lo strumento informatico, il contenitore. Tutti possono contribuire aggiungendo contenuti. Tutti possono contribuire nel modellare la nuova forma di democrazia partecipata e attiva che l’era digitale ci offre, al di là e in maniera indipendente dalle istituzioni, dagli schemi codificati, dalle gabbie istituzionali, dall’informazione ufficiale.
Il nostro progetto è del tutto indipendente, non fa riferimento ad alcuna formazione politica e offre spazio gratuito a chiunque voglia partecipare, nel rispetto più assoluto delle idee e delle convinzioni altrui.
A Reggio Emilia nasce come progetto pilota, ma la sua portata è nazionale. Sulla base dell'esperienza che da noi oggi ha inizio si svilupperà un tessuto di aggregazioni e proposte che porterà alla realizzazione di localizzazioni provinciali e regionali. Nell’era in cui l’uso di internet si confonde con l’abuso, l’opportunità e l’ampiezza dell’ informazione è offuscata dal pericolo che il mezzo rappresenta per i minori e per i più ingenui. La leggendaria indipendenza della rete combatte ogni giorno la sua battaglia per mantenere una reale indipendenza dai giganti che l’affollano.
È di questi giorni la notizia che Google è impegnata in un gigantesco progetto di “digitalizzazione” che dovrebbe portare ad avere presto in rete dieci milioni di libri, con testi integrali, coinvolgendo le biblioteche univeristarie di Harvard, Oxford e Stanford, quella dell'università del Michigan e la New York Public Library.
E mentre Michael Keller, direttore della biblioteca di Stanford, profetizza: "Nello spazio di due decenni lo scibile umano sarà digitalizzato e accessibile per la lettura su Internet, così come adesso è accessibile gratuitamente nelle biblioteche" ( cfr.La Repubblica 14 dicembre 2004) altri già si preoccupano e intravedono lo spettro di un nuovo monopolio dell’informazione e della conoscenza.
Il pericolo della monopolizzazione della cultura e delle conoscenze è oggi più grande che mai. La molteplicità, il dibattito, la conoscenza sono a nostro avviso gli antidoti
Con eSquare vogliamo contribuire a salvaguardare la molteplicità dell’informazione e dell’offerta per l’accesso ai contenuti, dando voce a chi non ha ascolto, dando spazio alle minoranze e alle voci di dissenso che, siamo convinti, contribuiscono a creare dibattito e a forgiare nuove idee. Con eSquare vogliamo offrire un “luogo” sicuro per tutti gli utenti internet. Non ospiteremo contenuti che possano offendere le convinzioni di altri. Questo è l’unico limite che poniamo.
Immediatamente offriamo diversi servizi gratuiti quali : - Ultime notizie ANSA, sempre aggiornate con la tecnologia RSS - Link ai maggiori organi di informazione di tutto il mondo. Ne abbiamo ovviamente fatto una scelta che sappiamo opinabile, privilegiando quelli in lingue più conosciute (spagnolo,inglese e francese) e provando anche ad identificare fonti non convenzionali di controinformazione militante. - Cosa fare oggi: appuntamenti in città e provincia. Proviamo così a ravvivare un po’ la vita della nostra città, troppo spesso così assonnata. Ogni giorno è possibile vedere l’agenda della città con tutti gli eventi significativi di cui abbiamo notizia. Chiunque può aggiornare questa agenda inviando la comunicazione di un evento a eventi@esquare.it - Posta elettronica, un servizio di posta elettronica con caratteristiche avanzate, filtri antivirus e antispamming con caselle con 50 MB di spazio. Finalmente una casella di posta pulita. - Le nostre foto rappresentano un po’ la nostra vita. Così abbiamo pensato di offrire il servizio Album gratis per tutti. Dopo la registrazione viene subito messo a disposizione uno spazio per le proprie immagini e i propri commenti, in modo da poter condividere con chiunque a Reggio o nel mondo, le proprie emozioni. - Annunci gratuiti sui diversi temi, in modo da avere a disposizione una bacheca sulla città. - eMarket per i tuoi acquisti on-line nella tua città dal tuo negoziante di fiducia. Acquisti sicuri perché è possibile pagare anche contrassegno al ricevimento della merce, dal tuo negoziante di fiducia. Se hai un negozio e vuoi vendere i tuoi prodotti si eMarket scrivi a emarket@esquare.it per tutte le informazioni. Non vogliamo continuare con l’elenco che rischierebbe di diventare lungo e ancora si allungherà. Per ultimo segnalo un servizio speciale, un po’ sperimentale, dedicato a chi ama ascoltare o vuole farsi leggere qualsiasi cosa. Mettiamo infatti a disposizione nella sezione Cultura.Testi elettronici oltre ad alcune informazioni su dove e come reperire i diversi testi reperibili gratuitamente su internet, anche un lettore virtuale, un robot in grado di leggere, seppure con voce sintetica, qualsiasi testo, anche quello che vorrete dargli in pasto.
Invia i tuoi commenti all'autore | | Segue... | | | | | Tolta la vita a Stanley 'Tookie' Williams | | Marco Cagossi | 13 dicembre 2005 | | Nessuna sorpresa. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha fatto conoscere la sua decisione sulla sorte di Stanley 'Tookie' Williams. E mentre scriviamo si è probabilmente già concluso il macabro rituale per togliere la vita a quell’uomo di cui vogliamo ancora scrivere il nome: Stanley 'Tookie' Williams. A nulla sono valsi gli appelli, le preghiere di tanti Americani sinceramente e umanamente coinvolti nel tentativo disperato di salvare quella vita. Anche la Internet Community americana si è mobilitata .. | | Segue... | | | | | Indietro |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|  |