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Il Buon voto
di Marco Cagossi | | | 7 aprile 2006 | | Un caro amico mi ha inviato un messaggio e-mail e alla fine per congedarsi mi ha scritto “Buon voto !” La cosa mi ha fatto riflettere, non tanto per l’augurio apparentemente neutro, ma per la sobria eleganza espressiva, per il lessico delicato e, di questi tempi, così inconsueto.
Lo scontro politico ha, in questi ultimi giorni, alzato i toni, ormai al di là di ogni immaginazione. In particolare il signor Berlusconi si è distinto per la grossolanità del linguaggio oltre che per l’arroganza e l’indecenza della proposta politica. Desidero scrivere a chiare lettere tutto questo, senza lasciare dubbi sul significato delle affermazioni e senza tuttavia rinunciare al proposito di indipendenza di questo portale a cui rimaniamo fedeli.
Venditori di illusioni Negli anni ’60, nel quartiere che ancora oggi è definito del “popolo giusto”, nel cuore più antico di Reggio Emilia, arrivavano di tanto in tanto ogni sorta di venditori ambulanti. Noi bambini vedevamo l’arrivo di quei venditori con la stesso interesse che accompagnava l’arrivo degli zingari nella mitica Macondo di Gabriel Garcia Marquez. Allestivano il loro banchetto improvvisato e iniziavano subito ad incantare. Articoli incredibili e di gran moda a prezzi stracciati. Come tutti i Reggiani sanno, almeno quelli di una certa età, il “popolo giusto” era fatto di povera gente che a fatica sbarcava il lunario o che non ci riusciva affatto. Eppure questi venditori arrivavano e incantavano con i loro incredibili cristalli di finissima fattura, i loro servizi di coltelli e posate argentate. Ma soprattutto incantavano con le loro proposte ad effetto. “Non ve lo do per mille.. non per cinquecento. Non ve lo do per duecento e neanche per cento. Oggi tutto questo voglio offrirvelo GRATUITAMENTE” “Avete sentito bene ? Sì, gratuitamente assieme a quest’altra offerta straordinaria..” Quando ho sentito il signor Berlusconi dire “ Avete sentito bene ? Si, aboliremo l’ICI” non ho potuto non collegare l’immagine di Berlusconi con quella dei venditori di illusioni che negli anni sessanta imbrogliavano grossolanamente la povera gente con improbabili cristalli e brillanti argenterie che nel volgere di pochi giorni mostravano la loro anima di latta.
Questa campagna elettorale sarà ricordata nella storia del nostro paese, così come sarà ricordato il risultato che produrrà, ancora a nostro avviso tutt’altro che scontato. Lo scontro si è concentrato sul tema dell’imposizione fiscale, sul quale Berlusconi si è prodotto nei panni di un illusionista sempre più nervoso ed insicuro.
Nel dibattito elettorale la cosa che maggiormente sorprende è l’aspetto monotematico o quasi. Ad ascoltare i politici, sembra esistano solo le tasse, sembra che il confronto sia stato confinato a pochi temi, tutti rigorosamente nell’ambito dell’interesse economico.
Vorrei dire che la politica non può essere ridotta alla semplice difesa degli interessi di una parte, qualunque essa sia.
Vorrei riaffermare il dibattito civile come metodo di confronto. Vorrei riaffermare l’etica della politica o meglio, la Politica etica come valore assoluto e imprescindibile. La gente credo, spero, abbia voglia di riappropriarsi della Politica, quella etica, quella che si confronta con un progetto di società, quella politica che non vede in modo miope solo il proprio interesse ma guarda intorno con sguardo aperto e lungimirante. In questa competizione elettorale i grandi temi sono del tutto scomparsi. Sembra esistere solo la realtà italiana o al massimo quella europea. Gran parte del confronto è stato basato sul puro interesse economico personale, sulle tasse, su improbabili identità xenofobe. La maggior parte dei politici sembra aver dimenticato che il nostro pianeta ospita alcuni miliardi di persone e che noi italiani siamo solo poche decine di milioni di persone fortunate che vivono in un paese ricco.
Dove sono finiti i grandi temi internazionali ? Qualcuno ricorda ancora che il nostro pianeta è in serio pericolo a causa dell’intensivo e indiscriminato sfruttamento delle risorse ?
Ormai a poche ore dal voto non c’è più tempo per ulteriori polemiche e approfondimenti. Abbiamo tutti il dovere in questo momento di contribuire a riportare l’Etica nella Politica. L’Etica come valore fondante per ritrovare la possibilità di partecipare a costruire una società basata sui trascurati valori di umana solidarietà, di civile confronto delle idee, di partecipazione attiva e concreta.
Mandiamo a casa i ciarlatani, irresponsabili venditori di illusioni, i colpevoli promotori di intolleranze xenofobe, gli arroganti funamboli della politica che hanno utilizzato le leggi e le istituzioni per il proprio vantaggio personale. Se riusciremo nel nostro intento saremo all’inizio di una nuova possibilità concreta e tanto lavoro resterà comunque da fare. Andiamo a votare con la consapevolezza che un buon voto può essere l’inizio di un cambiamento cui non possiamo rinunciare.
Buon voto a tutti !
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