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Chiediamo troppo ?
Marco Cagossi | | | 6 febbraio 2006 | | La lite mediatica di queste settimane, iniziata con l’occupazione degli spazi radio-televisivi da parte del presidente del consiglio non fa onore né a lui né al nostro paese. Abbiamo oggi tutti assoluto bisogno di informazione cristallina ed idee chiare. Quello che il grande pubblico (per i politici l’elettorato) riceve è invece una informazione superficiale, carente, inadeguata alla realtà di un paese che desidera essere evoluto, partecipe ed informato. I telegiornali ormai non è più possibile ascoltarli, guardarli con interesse. Sempre più ogni giorno si occupano di “cronaca nera” ed eventi sportivi, relegando la Politica a pura cronaca degli insulti e delle liti tra i diversi schieramenti. Le notizie internazionali sono quasi del tutto inesistenti, quasi l’Italia o al massimo l’’Europa e gli Stati Uniti costituissero l’unica realtà esistente al mondo. Il nostro presidente del consiglio si distingue particolarmente in questa gara a chi disinforma maggiormente, proponendosi continuamente nei programmi più diversi, irridendo ai richiami alla moderazione e al civile confronto che il presidente Ciampi ha sentito il dovere di diffondere. Non ci sentiamo affatto di legittimare quel qualunquismo così diffuso che vede i politici come “tutti uguali”, tutti ugualmente corrotti e disposti ad ogni compromesso pur di ottenere voti, soldi e potere. Pensiamo invece che questa sia una forma di disimpegno politico, espressione di una insofferenza verso una “informazione” fatta di cronaca nera e pettegolezzi, di zuffe e di incontri nei salotti più o meno alla moda, di palesi menzogne declamate come verità sacrosante e di dati contraffatti. È mai possibile che ogni dato statistico, ogni numero sia ogni volta interpretato e stravolto per portarlo a sostegno della propria tesi politica ? Non sarà per caso che a questa confusione mediatica corrisponda un malcostume e una confusione mentale priva di idee concrete per affrontare e risolvere i reali problemi del Paese ? Nel delicato quadro internazionale che vede contrapporsi aspirazioni egemoniche ed integralismi, il nostro paese può giocare un ruolo importante e più che mai c’è necessità di informazione documentata, di chiarezza di intenti e di idee. Questa chiarezza può nascere dal confronto più che dallo scontro, dalla proposta più che dalla diffamazione, dall’elaborazione teorica più che dal chiacchiericcio inutile dei salotti televisivi. Siamo ormai nel periodo elettorale e noi cittadini ci aspettiamo che i politici parlino finalmente a chiare lettere dei loro programmi, che entrino nel merito delle questioni concrete che riguardano casa nostra così come delle posizioni che il nostro paese deve assumere sul piano internazionale. Non possiamo continuare a far politica con battute e accordi di corridoio. Il Paese ha bisogno sì di uomini onesti, ma l’onestà è solo la condizione minima indispensabile per poter iniziare il confronto. Il Paese ha bisogno di capire, di riappropriarsi della voglia di partecipare, di far politica in modo pulito e democratico; abbiamo bisogno di tolleranza e rispetto, di lucidità e confronto. Chiediamo troppo ? La Democrazia è scambiata con una forma di governo che legittima qualsiasi attività purché sia realizzata da una maggioranza eletta “democraticamente” o comunque condivisa dalla maggioranza. In questo senso è ovviamente possibile legittimamente promulgare non solo leggi ad personam ma ogni decreto o norma che possa costituire un “utile” per la maggioranza degli elettori, o anche solo per chi li rappresenta.
È ora di fare chiarezza sul concetto di Democrazia. Essa è certo il “governo del popolo” ovvero della maggioranza delle persone. Ma questo governo deve operare non tanto e non solo a favore della maggioranza, quanto piuttosto nell’assoluto rispetto della minoranza, a favore dell’intera comunità. La Democrazia non può contemplare nulla che possa recare danno a una minoranza o anche a un solo individuo. La Democrazia ispirata al rispetto delle minoranze, dell’uomo e dei suoi diritti inviolabili è un obiettivo concreto che il nostro paese può e deve perseguire. Partiamo da questo presupposto e scopriremo che non c’è più spazio per chi vuole mistificare la realtà, per chi insulta l’antagonista politico per non confrontarsi sulle idee, per chi usa la comunicazione propagandistica per evitare il contraddittorio. Usiamo la tolleranza per contrastare l’arroganza del potere, usiamo il dibattito e il confronto per contrastare l’ottusità e l’inadeguatezza della classe politica, usiamo la partecipazione per contribuire ad una democrazia più vera e compiuta. | | Indietro | | |
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