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 Marco Cagossi - Blog  2008  2007  2006  2005
Quando lo sdegno non basta
Marco Cagossi
  15 gennaio 2006
Quando lo sdegno non basta
di Marco Cagossi
Ancora una volta non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro profondo malessere di fronte alla nuova esecuzione annunciata per martedì 17 gennaio in California.
Questa volta si tratta di Clarence Ray Allen, un anziano pellerossa che compirà 76 anni il giorno prima della data fissata per la fine della sua vita.
Non possiamo scrivere queste parole senza che un brivido soffochi il nostro essere, senza che un senso di partecipata commozione ci porti ad esprimere tutta la nostra indignazione.
Ancora una volta protagonista è lo stato della California e ancora una volta il suo governatore che ben veste i brutali panni del boia.
Migliaia, come sempre, si sono rivolti e si stanno rivolgendo a lui per implorare una improbabile clemenza.
Non ha graziato Tookie Williams, candidato al Nobel, non grazierà Clarence Ray Allen.
Mentre la brutale esecuzione si avvicina, vogliamo almeno dire, gridare il nostro sdegno; vogliamo parlare dell’uomo Clarence Ray Allen che è stato marcato con il numero B-91240.
Clarence Ray Allen, che in lingua cherokee si chiama “Orso che corre” è un anziano, malato, costretto su una sedia a rotelle, certo non più in grado di nuocere ad alcuno.
Non è il caso giudiziario che ci interessa.
Ci interessa invece l’uomo che ha passato 27 anni nel braccio della morte, l’uomo che nel buio della sua cecità verrà sollevato di peso per essere trasportato nella “camera della morte” perché la sua sedia a rotella non è in grado di valicare quella porta.
L’uomo per il quale Amnesty International reclama i diritti umani negati, per il quale tanti hanno inutilmente scritto “Dear Governor, I beg you to spare Clarence Ray Allen’s life”.
Orso-che-corre ha avuto una vita dura, difficile.
Ha passato la sua infanzia nelle montagne Kiamichi in Oklahoma, assorbendo dalla gente della sua tribù l’antica cultura di un popolo perseguitato e ormai estinto.
Ha passato la giovinezza raccogliendo cotone per poi entrare nel mondo dei bianchi e finire rapidamente nelle maglie della giustizia americana.
Il processo in cui venne condannato alla pena capitale si è svolto nella Contea di Fresno, già sede del quartier generale del Ku-Klux-Klan californiano.
Dobbiamo aggiungere altro ?

In una lettera ha scritto “Nel braccio della morte non si vede mai un uomo ricco, e non sono l’unico qui ad essere innocente. Negli States la Giustizia è direttamente proporzionata al tuo conto in banca e al colore della tua pelle”.
Anche il Consiglio d’Europa è intervenuto attraverso il suo Segretario Generale Terry Davis dichiarando a Strasburogo il 4 gennaio scorso “La pena di morte è una parodia della giustizia brutale e vendicativa”
E ancora: “.. le esecuzioni capitali negli Stati Uniti riprenderanno il 17 gennaio 2006, data in cui è prevista l’esecuzione di Clarence Ray Allen in California. Il condannato ha 75 anni ed è stato riconosciuto colpevole di un crimine atroce, ma nel condannare a morte quest’uomo di età avanzata e a distanza di anni dal crimine, le autorità compiono un gesto che ha carattere di crudeltà e vendetta.
La pena di morte è aberrante e inumana in qualsiasi circostanza ma lo è ancor di più se si tratta di bambini, anziani o persone affette da disturbi psichici.
In tutti gli stati del Consiglio d’Europa, la pena di morte è stata abolita perché ritenuta cosa inutile ed errata. La pena di morte non significa giustizia, essa è un patetico tentativo di soddisfare un desiderio primordiale di spettacolo e vendetta.
Chiedo, pertanto, al Governatore della California di risparmiare la vita di Clarence Ray Allen e alle autorità statunitensi di unirsi a tutti gli altri paesi civilizzati e democratici nel mondo per abolire definitivamente la pena di morte. Non si tratta soltanto della vita di una persona anziana, bensì del rispetto della dignità umana nella società americana nel suo insieme”
Vogliamo qui anche noi opporci a tanta barbarie, vogliamo qui far vivere il suo pensiero e le sue parole di vecchio indiano, nei versi che lui ha scritto.

SONO QUI
Non stare a piangere sulla mia cenere.
Non sono là. Non sono morto.
Io sono mille venti che soffiano.
Io sono lo splendore della neve.
Io sono le lacrime che luccicano nei tuoi occhi.
Non piangere per me. Non sono morto.
Io sono il sole sui tuoi capelli: guardami.
Io sono dappertutto.
Per favore non stare a piangere per me.
Non sono là. E non dormo ..

Ray “Running Bear” Allen
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