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 Gennaro Carotenuto - Blog  Archivio Locale
 
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G8: ci ridono in faccia
di Gennaro Carotenuto
 
Bush e Blair ci ridono in faccia
giovedì 7 giugno 2007 - 17:19:45
Ridono George Bush e il suo famiglio Tony Blair. Praticamente si sganasciano e poche volte una foto rappresenta meglio la realtà del G8 che si sta tenendo a Heiligendamm in Germania.

Cos'avranno da ridere è presto detto. Ieri Bush aveva detto NIET a qualunque controllo delle emissioni di anidride carbonica. Come un baro al tavolo del poker stava bleffando. In realtà aveva una generosissima offerta da fare al mondo (come fosse un marziano e l'ambiente del pianeta Terra non lo riguardasse).

Per comunicare al mondo la sua generosissima offerta ha usato Tony Blair, da anni uno dei suoi migliori portavoce, quasi un ventriloquo. Tony è al suo ultimo G8. Gli mancherà! E così George ha voluto dare proprio a Tony la grande soddisfazione dell'annuncio trionfale: "Tagli sostanziali alle emissioni di gas". Mentre lo diceva, la foto forse lo testimonia, gli scappava da ridere come a Colin Powell all'ONU quando fece la sceneggiata con la provetta prima di incenerire decine di migliaia di iracheni.

"Tagli sostanziali alle emissioni di gas", ha detto proprio così Tony Blair.

L'ho convinto io George, ha aggiunto. Come tutti sanno George è un uomo prudente e un uomo dalla profonda fede. E lui crede profondamente alla mano invisibile del mercato. E pensa che sarà la mano invisibile del mercato a regolare il clima di domani. Sposterà una nuvola in qua, con un enorme innaffiatoio eviterà la desertificazione... Dobbiamo pertanto essere molto grati a George per tanta generosità, conclude Tony, mentre oramai si rotola per terra dalle risate.

Seduta stante la notizia, ovviamente, fa il giro del mondo: "Tagli sostanziali alle emissioni di gas" ribattono tutte le agenzie e tutti i tg e sarà il titolo di tutti i giornali del mondo. L'ha detto Tony Blair e gli anglosassoni si sa, sono gente seria. E tagli sostanziali saranno, e prestissimo! Addirittura già nel 2050! Se non saremo tutti già fritti è appena dopodomani, del resto si sa che presto e bene non vanno insieme. Ah, e a patto che non ci sia alcun obbiettivo vincolante: "che diamine, ho detto che saranno sostanziali (tra 43 anni), volete mettere in dubbio la mia parola?" ha chiuso George Bush oramai alle lacrime dalle risate!

Ma non bisogna dare tutte le colpe agli anglosassoni. Qualunque persona onesta di fronte a tale irricevibile non proposta farebbe saltare il tavolo.
Ma non ci sono persone oneste tra i grandi della terra. Angela Merkel, colei che fino a ieri giurava e spergiurava che era indispensabile fissare obbiettivi vincolanti oggi salta giuliva: "E' stato un grande successo!". Degli obbiettivi vincolanti si è già dimenticata. E Romano Prodi: "è un documento che si impegna ad assumere un'azione forte e rapida per contrastare i cambiamenti climatici". Forte e rapida?

Il G8 si sa è in crisi nera. Ai grandi della terra tocca dire ogni anno un sacco di balle per far credere al mondo che attraverso il liberismo economico, si risolveranno la fame e la sete, l'aids e le guerre, la povertà, l'analfabetismo, e pure il cambio climatico. A partire dal 2050 ovviamente.
 
 
Pinochet, il sadico che spense la primavera (di Gennaro Carotenuto)
 
lunedì 11 dicembre 2006 - 02:19:10, in America Latina
Oggi è un giorno triste per la storia del Cile e soprattutto per la giustizia cilena. Il più grande criminale nella storia di quel paese e forse dell’intera America Latina, Augusto Pinochet Ugarte, è morto nel suo letto. Per i 3.500 desaparecidos, per le decine di migliaia di torturati e prigionieri politici, per il mezzo milione di esiliati non ci sarà mai giustizia.

In un conato di dignità il governo concertazionista, che pure ne ha discusso per tempo spaccandosi, ha annunciato che non ci sarà né lutto nazionale né funerale di stato. Con quello che passa il convento nel Cile del 2006, tiriamo un sospiro di sollievo e restiamo quasi stupiti per la buona novella.

Pinochet il sadico, quello che ordinava di torturare infilando topi nelle vagine delle prigioniere politiche, è morto nel suo letto senza essere mai stato neanche per un’ora in carcere.

Pinochet il traditore, che si finse fedele al Presidente Salvador Allende fino all’ultimo istante, è morto con qualche vescovone che gli impartiva i sacramenti.

Pinochet il ladro, forse solo Francisco Franco e Ferdinando Marcos rubarono come lui, che faceva girare su oltre cento conti correnti statunitensi le centinaia di milioni che sottraeva ..
Segue...
 
Il computer del futuro (di Gennaro Carotenuto)
 
lunedì 9 ottobre 2006
Sto scrivendo queste righe con writely, un programma di videoscrittura online che appartiene alla famiglia degli applicativi di Google. E' un programma di scrittura testi gratuito, che senza avere la sofisticazione di Word di Microsoft, o anche solo di Openoffice -la principale alternativa gratuita- permette di scrivere testi buoni per il 90% delle esigenze. La caratteristica principale di Writely è che esiste solo online e che permette di lasciare online i propri testi come se fossero archiviati in una cartella del proprio computer.
L'idea di Google -e non solo- è nota ai più esperti, ma merita di essere divulgata per gli altri perché potrà nei prossimi anni rivelarsi dirompente: spostare piano piano tutto online, ovvero non solo i programmi usati, ma anche gli archivi personali. Tutto online, di modo che
1) programmi ed archivi siano accessibili da ogni computer del mondo.
2) i computer si trasformino in scatole vuote a prezzi molto economici, capaci solo di interfacciarsi con l'utente e di collegarsi alla rete, laddove anche la potenza di calcolo risiede su server remoti. Nel nostro computer resteranno all'incirca lo schermo, magari olografico, ovvero proiettato e non fisico, una tastiera, magari anche questa solo proiettata sulla scrivania, e un piccolo aggeggio grande come un cellulare capace di collegarsi, ovviamente senza fili ma Wi-Fi (o successivi protocolli) alla rete. Anche l'I-pod del futuro non avrà bisogno di memoria, ma solo di collegarsi alla rete.
Segue...
 
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Riprendiamoci Telecom Italia!
 
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