Ogni giorno di questo anno 2006 ricorderemo una vittima della brutale repressione delle autorità di occupazione marocchine contro la popolazione civile saharawi e gli attivisti di diritti umani.
Esaidi Salek
La polizia marocchina ha bruciato, domenica 28 maggio 2006, con un liquido infiammabile il giovane saharawi, Esaidi Salek, mentre lo torurava e lo interrogava in un commissariato di polizia giudiziale di L'Aaiun, città occupata del Sahara Occidentale, secondo fonti degli attivista saharawi dei diritti umani. Secondo alcune fonti, l’interrogatorio di Esaidi Salek era condotto da due ufficiali di polizia, Hamid Bahri, sottoprefetto di L'Aaiun, responsabile del dipartimento di Sicurezza, e Bucreicha Moulud, commissario della DST. Esaidi Salek è stato trasportato urgentemente con una aereo in un ospedale di Agadir dove è stato ricoverato. Il "delitto" commesso da Salek che è rimasto bruciato in due terzi del corpo, è di aver sventolato, assieme ad altri saharawi, bandiere della RASD e urlato slogan a favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale, durante i festeggiamenti ad un matrimonio a cui era stato invitato. Esaidi Salek è un ex carcerato politico saharawi, nato nel 1986 a L'Aaiun. É stato fermato il 25 maggio del 2005 e condannato a due anni di prigione il 3 agosto di 2005. * Fonte: attivisti di diritti umani e servizio di stampa saharawi (SPS)
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