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Marcia Perugia-Assisi per la giustizia e la pace
 Marco Cagossi 11 settembre 2005
L’undici settembre 2005 ci sarà la ormai attesa “Marcia della pace” che segna un enorme momento di convergenza verso un contenuto universale, pienamente condivisibile che ci sentiamo di sostenere.
Per questo lì vorremmo darvi appuntamento, ritrovarci assieme a partecipare a questo evento nel quale ognuno si può riconoscere, nel quale ognuno può portare il proprio contributo.
È un momento di partecipazione, ma anche testimonianza e pressione.
Testimonianza per dire “il terrorismo è un male profondo che deve essere fermato”
Pressione per affermare il diritto dei popoli e della gente a “vivere in pace”, vivere con dignità, in un mondo che vogliamo cambiare, che vogliamo migliore.
Oggi per tutti 11 settembre significa ricordo dell’orrenda strage perpetrata negli attentati di New York nel 2001.
È  stato scritto “Non sarà facile dimenticare l’11 Settembre 2001”.
Il mondo è cambiato e anche noi siamo cambiati. Sono svanite le certezze che avevamo maturato di un mondo dove si potesse guardare sempre avanti, dove i conflitti potevano essere solo regionali, o comunque lontani da noi.
Ma noi vogliamo ricordare
E vogliamo ricordare anche un altro 11 settembre, altrettanto drammatico, che costò la vita a migliaia di persone.
L’11 settembre 1973 venne stroncata nel sangue da un colpo di stato militare  la nascente democrazia cilena guidata da Salvador Allende.
Ero allora poco più che ragazzo e non posso (e non voglio) ancora cancellare l’emozione profonda di quei giorni.
Alle 8.45 della mattina di quell'11 settembre, Salvador Allende trasmetteva il suo ultimo messaggio alla radio e le sue parole suonano ancora oggi condanna e infamia per i golpisti e chi li ha sostenuti.
"(...) Que lo sepan, que lo oigan, que se lo graben profundamente: dejaré La Moneda cuando cumpla el mandato que el pueblo me diera .. y defenderé el Gobierno porque es el mandato que el pueblo me ha entregado. No tengo otra alternativa. Sólo acribillándome a balazos podrán impedir la voluntad que es hacer cumplir el programa del pueblo (...)"
“(…) Seppiatelo, udite bene e registratelo accuratamente: Lascerò Il palazzo della Moneda quando avrò compiuto il mandato che il popolo mi ha dato, (…) e difenderò il Governo perché è il mandato che il popolo mi ha consegnato. Non ho altre alternative. Solo con le pallottole potranno impedire la volontà di compiere il programma del popolo (..)”
Ad oltre trenta anni di distanza, la storia ha sedimentato i fatti e la verità è uscita limpida, per chi la vuole vedere.
Augusto Pinochet che guidò il colpo di stato e successivamente fu a capo dell’orribile dittatura, era apertamente sostenuto dalla CIA e dai grandi gruppi economici statunitensi che vedevano minacciata la loro supremazia economica in un paese che sceglieva una strada “non conforme” al modello economico nordamericano.
Migliaia di cileni furono perseguitati e morirono a causa o in conseguenza diretta del colpo di stato.
A Reggio Emilia dimostrammo allora la nostra vocazione per la solidarietà accogliendo centinaia di cileni sfuggiti al colpo di stato o che per fortuna o altra opportunità si trovavano all’estero e non poterono rientrare.
Alcuni si sono fermati definitivamente  nella nostra città.
Allora ero impegnato nel Comitato di accoglienza e ricordo con affetto e commozione queste persone che arrivavano confuse, arrabbiate, con la voglia di ricominciare.
Tra questi  arrivò a Reggio Emilia il gruppo musicale Inti Illimani, e con loro scambiai le prime impressioni e i primi commenti a caldo.
Avevo anche altri amici in Cile, che avevano condiviso con me un periodo di studi nel 1970.
Di alcuni ho avuto successivamente notizia certa della loro morte ad opera dei golpisti.
Degli altri non ho più saputo nulla.
 
Ma che mondo è questo dove la sopraffazione è diventata regola, dove milioni di persone non hanno accesso all’acqua, alle medicine ?
Che mondo è questo dove ogni tre secondi muore un bambino a causa della povertà e della denutrizione,
mentre le risorse alimentari non sono mai state così ampie ?
 
Crediamo che tutto questo accada perché il modello economico è sbagliato.
Al posto dell’uomo è stato messo il profitto.
 
Dobbiamo sostituire questo modello anche nella normale vita quotidiana.
Al valore del profitto sostituiamo il valore legato all’uomo, alla sua dignità di essere pensante, al suo diritto di vivere in pace e con dignità.
 
Noi siamo nella parte fortunata del mondo: abbiamo quindi l’obbligo di provare a cambiare le cose.
Un bambino ogni 3 secondi muore di stenti: sono tanti morti, come una guerra mondiale ogni anno.
 
Durante l’ultimo conflitto mondiale, a proposito dello sterminio degli Ebrei, alcuni hanno detto “io non sapevo”.
 
Noi ora siamo esattamente nella posizione opposta: “Noi lo sappiamo”
E per questo portiamo la responsabilità personale e storica di questa strage che continua.
Anche per questo vale assolutamente la pena di partecipare l’undici di settembre prossimo alla marcia per la pace e la giustizia.
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