Martinazzi Leonardo BRESCIA Leonardo Martinazzi Opere
Il lavoro di Martinazzi si può inserire in quella ricerca di chi tenta di rendere visibile ciò che non appare, di tradurre in immagini ciò che si sente o si percepisce. In una prima fase (anni '64-'68) realizza questo intento con tenui colori ad olio sviluppando progetti abbozzati con carboncino. Ma per fare ciò non necessariamente si deve partire dalla tavola bianca, si può partire da immagini esistenti già costruite o riprese dalla realtà, poiché ciò che è può essere altro se si riesce a vedere con occhi nuovi anche il già noto, intuendo altre immagini da ottenere. Da qui, dopo un intervallo di alcuni anni, alla ripresa dell'attività nell'86 scaturisce l'impiego di tecniche nuove: il trasferimento con diluente da rotocalco su cartoncino o l'uso della macchina fotografica per la fotopittura (fino al '90), l'uso della copiatrice per la serie Copier+pastelli (fino al '97),il lavoro di decolorage e graffi+sovrapittura fatto su fogli tolti da riviste o magazines, il recente uso del computer per elaborare immagini. Le opere risultanti, in questi casi, partono tutte da un preesistente reale, riconoscibile, che però diventa altro: un'emozione vissuta e raccontata, dove segni e colori della suggestione iniziale più o meno concorrono alla formazione delle nuove immagini costruite e queste, alla fine, possono sollecitare emozioni anche al visitatore che, con una sua cultura, le leggerà.
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